La Regione Emilia-Romagna ha disposto, in via precauzionale, la sospensione della somministrazione di pomodorini ciliegini e datterini non cotti nelle mense scolastiche, nelle strutture socioassistenziali, negli ospedali e nelle case di cura. Il provvedimento resterà in vigore fino a nuova disposizione.
La misura è contenuta nell’ordinanza n. 122 del 22 ottobre 2026, firmata dal presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e pubblicata sul Bollettino Ufficiale regionale.
Alla base della decisione ci sono i casi di salmonellosi associati al consumo di pomodorini freschi registrati negli ultimi anni in diversi Paesi europei e in varie regioni italiane. In Emilia-Romagna, la sorveglianza genomica sui casi verificatisi tra il 2024 e il 2026 ha individuato 112 casi dovuti a Salmonella Strathcona ST2559 e 5 casi di Salmonella Typhimurium monofasica ST34 geneticamente associati alle contaminazioni da Salmonella rilevate nei pomodorini attraverso il sistema europeo di allerta.
La Regione sottolinea inoltre che, dopo i focolai verificatisi tra la fine di agosto e settembre, anche a livello nazionale sono state attivate specifiche notifiche di allerta. La situazione è resa più complessa dalla filiera del pomodoro fresco, la cui tracciabilità, secondo quanto riportato nell’ordinanza, non sempre permette di individuare con precisione tutti gli operatori interessati.
Per questo motivo è stato applicato il principio di precauzione, con una particolare attenzione ai luoghi frequentati da persone che possono essere maggiormente vulnerabili alle conseguenze di una tossinfezione alimentare.
Cosa cambia per i cittadini
È importante chiarire che l’ordinanza non introduce un divieto generalizzato di vendita o consumo dei pomodorini per tutta la popolazione. Il provvedimento riguarda la somministrazione di datterini e ciliegini non sottoposti a cottura nella ristorazione collettiva scolastica, socioassistenziale, ospedaliera e nelle case di cura, sia da parte di operatori pubblici sia privati.
La sospensione resterà valida fino a data da destinarsi, in attesa di ulteriori elementi epidemiologici, microbiologici e di tracciabilità. Il provvedimento è stato trasmesso alle Aziende sanitarie, alle Aziende ospedaliere, agli enti locali, alle Prefetture e ai NAS dell’Emilia-Romagna.
Si tratta dunque di una misura preventiva di tutela della salute pubblica, adottata mentre proseguono gli approfondimenti sull’origine e sulla diffusione delle contaminazioni.


