I microbiomi possono diventare una risorsa strategica per costruire un’economia europea più sostenibile, circolare e attenta all’ambiente.
È quanto emerge da un nuovo Results Pack di CORDIS, il servizio della Commissione europea dedicato ai risultati della ricerca finanziata dall’Ue. Il documento raccoglie i risultati di 12 progetti europei che hanno studiato il ruolo dei microrganismi nell’agricoltura, nell’alimentazione, nella gestione dei suoli, nella produzione di energia e nella tutela degli ecosistemi.
Le ricerche mostrano come i microbiomi possano contribuire a migliorare la fertilità dei terreni, ridurre l’impiego di sostanze sintetiche, favorire la cattura del carbonio e trasformare residui organici in nuovi prodotti a base biologica.
La ricerca italiana è coinvolta nello sviluppo di nuove soluzioni basate sui microbiomi per rendere più sostenibili agricoltura e sistemi alimentari. Tra i progetti europei figura TRIBIOME, che vede tra i partner l’Università di Bologna e la Rete Semi Rurali. Il progetto studia le relazioni tra microbiomi del suolo, delle piante, degli animali e dell’uomo, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale della produzione alimentare e favorire l’economia circolare. Il lavoro rientra nel più ampio quadro presentato da CORDIS, il servizio della Commissione europea per la ricerca e l’innovazione, che raccoglie progetti finanziati dall’Ue dedicati all’impiego dei microrganismi per migliorare la salute del suolo, ridurre l’uso di input sintetici e trasformare i residui in nuove risorse. L’esperienza italiana si inserisce quindi in una strategia europea che punta a utilizzare la biodiversità microbica come strumento per costruire sistemi agricoli più resilienti, efficienti e sostenibili.


