Parlamento europeo e Consiglio hanno raggiunto un accordo provvisorio per aggiornare le regole europee sulla produzione, certificazione, etichettatura e commercio dei prodotti biologici.
L’obiettivo è rafforzare la competitività del settore, ridurre gli oneri burocratici e garantire maggiore chiarezza e fiducia ai consumatori.
Tra le novità è previsto l’aumento da 20mila a 40mila euro della soglia di fatturato che consente a piccoli operatori di vendere prodotti biologici sfusi senza certificazione, a determinate condizioni. Sale inoltre da 5mila a 10mila chilogrammi il limite annuale delle vendite previsto per l’esenzione.
L’intesa introduce regole più chiare anche per i prodotti biologici importati da Paesi terzi, tutelando la concorrenza e l’affidabilità del marchio biologico europeo. Le norme riconosceranno inoltre fino al 2036 l’equivalenza degli standard biologici di 11 Paesi extra Ue, evitando possibili interruzioni degli scambi commerciali.
È stata invece eliminata la possibilità di utilizzare il logo biologico europeo per prodotti contenenti ingredienti non conformi ai requisiti aggiuntivi previsti. L’accordo dovrà ora essere formalmente approvato da Parlamento e Consiglio, con l’obiettivo di completare l’iter entro la fine del 2026. La revisione punta così a sostenere gli agricoltori biologici europei mantenendo elevati standard di produzione e una maggiore tutela per chi acquista.


