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Tarli Formica

Betilidi o tarli formica Scleroderma domesticus
Sono piccoli insetti che appartengono all’ordine degli Imenotteri, come le vespe, i calabroni e le api. Di colore nero, sono lunghi non più di 3 mm e assomigliano a delle formiche. Vi sono forme sia con le ali che senza.
Si possono trovare ovunque. Vivono anche nelle abitazioni, all’interno di mobili in legno e vecchie travi. Si introducono all’interno delle gallerie nel legno scavate dai tarli comuni, che rappresentano la loro preda: la femmina depone le uova nelle larve dei tarli. Queste possono essere anche 50 per ovodeposizione e una volta schiuse si nutriranno delle larve, muteranno in adulti e usciranno dal legno.
Rischio sanitario
Sia di giorno sia di notte le femmine adulte possono uscire dalle gallerie scavate dai tarli, aggirarsi per le stanze alla ricerca di nuovi legni infestati da tarli dove deporre le uova. Possono raggiungere mobili, pareti, lenzuola, tende e stoffe e così arrivare a contatto delle persone.
In questo caso possono pungere anche ripetutamente, soprattutto durante il sonno, e la loro puntura può essere particolarmente irritante e dolorosa, dato che possiamo considerarli delle vespe in miniatura. Provoca la formazione di papule indurite che possono perdurare anche una settimana. Nel caso di soggetti ipersensibili, possono aversi reazioni di tipo orticarioide, con sintomi sistemici quali febbre, malessere generale, nausea, irrequietezza.
Agiscono soprattutto in primavera ed estate, ma grazie al riscaldamento domestico possono essere attive anche in altri periodi dell’anno.

Allergia al veleno di Imenotteri
Il veleno di imenotteri - come tarli formica, calabroni, vespe e api - oltre ad essere responsabile di reazioni locali di diversa entità è in grado di determinare reazioni allergiche generalizzate che possono culminare nello shock anafilattico. In Italia la prevalenza di reazioni sistemiche da punture di imenotteri si aggira tra lo 0,5 ed il 3%, questo dato può aumentare in alcune popolazioni a rischio quali apicoltori, soggetti in età medio-avanzata affetti da patologie cardiovascolari o che assumono beta-bloccanti o ACE-inibitori.
Le reazioni allergiche
Si manifestano in seguito a punture successive (la prima puntura è necessaria per indurre sensibilizzazione quindi non è mai accompagnata da reazioni di tipo allergico) e possono essere di 3 tipi:
- reazione locale estesa (gonfiore locale maggiore di 10 cm che persiste non più di 24 h);
- reazione allergica sistemica (orticaria, angioedema, broncospasmo, shock anafilattico) di entità variabile fino al decesso;
- reazioni ritardate (vasculiti, glomerulonefriti, poliradiculiti) molto rare.
Le reazioni allergiche da puntura di imenotteri sono generalmente reazioni acute (intervengono nell’arco di alcuni minuti) e sono mediate da anticorpi di tipo IgE.

Cosa fare
La miglior prevenzione è trattare il legno per eliminare i tarli e chiudere le loro gallerie. Eliminare gli adulti, in caso di infestazioni particolarmente massicce, con insetticidi per interni. Si consiglia di contattare ditte specializzate in restauro mobili e trattamento contro i tarli.
In caso di punture fare impacchi freddi per alleviare il dolore.
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