L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha ridotto di oltre 3,5 volte la dose giornaliera ritenuta sicura per l’esposizione al TFA (acido trifluoroacetico), una sostanza appartenente alla famiglia dei PFAS, i cosiddetti “inquinanti eterni”.
Il TFA si forma dalla degradazione di alcuni pesticidi, gas fluorurati e altre sostanze PFAS ed è sempre più frequentemente rilevato nell’acqua e negli alimenti. La decisione arriva dopo nuove evidenze scientifiche che indicano possibili effetti sulla tiroide, in particolare alterazioni dei livelli di tiroxina, un ormone fondamentale per la crescita e lo sviluppo dell’organismo.
Per questo l’EFSA ha abbassato la dose giornaliera ammissibile da 0,05 a 0,014 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo. L’Autorità precisa che il nuovo valore servirà come riferimento scientifico per la Commissione europea e gli Stati membri, che valuteranno eventuali misure per garantire una maggiore tutela dei consumatori.
Il provvedimento non introduce nuovi limiti di legge, ma rappresenta un importante aggiornamento nella valutazione del rischio legato all’esposizione al TFA attraverso dieta e acqua potabile. Le nuove indicazioni potranno orientare le future decisioni sulla sicurezza alimentare e sul controllo dei contaminanti ambientali.
Dal sito EFSA: gli esperti dell’EFSA hanno ridotto la dose giornaliera ammissibile (DGA) a 0,014 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno rispetto al valore precedente di 0,05. La nuova DGA è di circa 3,5 volte inferiore rispetto alla precedente. Hanno inoltre stabilito una nuova dose acuta di riferimento pari a 0,07 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo.


