La nuova Direttiva europea 2026/805, adottata il 30 marzo 2026, rafforza la tutela delle acque superficiali e sotterranee.
Il provvedimento amplia l’elenco delle sostanze considerate prioritarie, includendo PFAS, farmaci, pesticidi e biocidi.
L’obiettivo è contrastare l’inquinamento chimico e ridurre i rischi per la salute umana e per gli ecosistemi acquatici.
La direttiva introduce inoltre nuovi metodi ecotossicologici “basati sugli effetti”, capaci di individuare anche gli effetti delle miscele di sostanze.
L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha contribuito allo sviluppo di questi strumenti insieme al Joint Research Centre della Commissione europea. Per due anni gli Stati membri dovranno monitorare in alcuni siti la presenza di sostanze con attività estrogenica. I controlli riguarderanno in particolare tre estrogeni: E2, E1 ed EE2.
Entro il 1° dicembre 2027, la Commissione europea definirà le specifiche tecniche per questo nuovo sistema di monitoraggio.
Nel futuro questi metodi potrebbero essere estesi anche ad altre sostanze, come quelle con effetti genotossici e neurotossici.
La nuova strategia punta così a rendere più efficace il controllo dell’inquinamento e a proteggere meglio acqua, ambiente e salute.

