La Regione Emilia-Romagna ha avviato una nuova sperimentazione per contrastare la diffusione del granchio blu, una specie invasiva che negli ultimi anni ha causato gravi problemi alla pesca e all’acquacoltura.
Il progetto, chiamato “Octo-Blu” e realizzato in collaborazione con l’Università di Bologna, prevede il rilascio in mare di giovani polpi allevati in laboratorio.
I primi esemplari sono stati liberati nelle acque dell’Adriatico al largo di Cesenatico, dopo una fase di studi e sperimentazioni condotte dai ricercatori. La scelta del polpo nasce dal fatto che questo animale è un predatore naturale del granchio blu e potrebbe quindi contribuire a ridurne la presenza nelle acque della regione.
Dopo i primi rilasci effettuati nel mese di giugno, la sperimentazione è proseguita anche durante il mese di agosto con nuovi esemplari.
Gli scienziati monitoreranno attentamente i polpi liberati per capire se riusciranno ad adattarsi all’ambiente marino e a svolgere un ruolo efficace nel controllo del granchio blu. La presenza sempre più numerosa di questa specie ha provocato importanti conseguenze economiche, colpendo soprattutto le attività di pesca e gli allevamenti di vongole lungo la costa.
Secondo la Regione, in alcune zone la produzione di vongole è arrivata a diminuire di oltre il 70% a causa dei danni provocati dal granchio blu. Per sostenere le imprese colpite dall’emergenza, l’Emilia Romagna ha stanziato complessivamente 4,5 milioni di euro a partire dal 2023.
La sperimentazione rappresenta quindi un possibile passo avanti nella ricerca di una soluzione naturale e duratura per proteggere l’ecosistema e le attività economiche dell’Adriatico.
Fonte foto: sito Regione Emilia-Romagna



