L’obesità non può più essere valutata soltanto in base all’indice di massa corporea (BMI). È quanto emerge dal progetto europeo SOPHIA, finanziato dall’Unione europea, che propone un nuovo approccio per migliorare diagnosi e trattamenti di una patologia che nel mondo interessa oltre un miliardo di persone ed è associata a più di 230 complicanze, tra cui malattie cardiovascolari, diabete e tumori.
I ricercatori hanno realizzato un database con informazioni provenienti da oltre 18 studi e più di 90.000 pazienti, utilizzando l’intelligenza artificiale per prevedere il rischio individuale di sviluppare complicanze e individuare le terapie più efficaci.
Secondo gli studiosi, il futuro della gestione dell’obesità passerà da cure sempre più personalizzate, basate non solo sul peso corporeo ma anche su composizione corporea, biomarcatori, genetica e profilo di rischio del paziente, con l’obiettivo di ridurre le complicanze e migliorare la qualità della vita.

