Il diritto europeo interviene sulla pubblicità dei cibi ad alto contenuto di grassi, zuccheri e sale (HFSS), con particolare attenzione alla tutela dei minori.
Un nuovo approfondimento dell’Osservatorio europeo dell’audiovisivo del Consiglio d’Europa analizza il quadro normativo europeo e nazionale. A livello UE non esiste un divieto generale delle pubblicità di “junk food”, ma la direttiva sui servizi di media audiovisivi impone agli Stati membri di promuovere co-regolazione e autoregolamentazione.
Le regole puntano soprattutto a ridurre l’esposizione dei bambini, attraverso codici di condotta e limiti alla promozione nei contenuti a loro destinati. I sistemi nazionali mostrano però forti differenze: alcuni Paesi applicano restrizioni più severe, fino a divieti in specifiche fasce orarie o programmi per l’infanzia.
Il rapporto segnala inoltre l’uso crescente di strumenti come influencer marketing e piattaforme digitali, che rendono più complesso il controllo delle pubblicità. Le evidenze scientifiche richiamate collegano l’esposizione alle pubblicità di alimenti ultra-processati all’aumento dell’obesità infantile. Per i decisori pubblici, il tema resta centrale tra salute pubblica e regolazione del mercato. Per i cittadini, l’obiettivo è una maggiore protezione dei minori in un ambiente mediatico sempre più digitale. La regolazione europea si conferma quindi frammentata ma in evoluzione.
PUBBLICAZIONE: “Advertising of ‘junk food’ in European and national law: focus on self-regulation” (La pubblicità di “cibo spazzatura” nel diritto europeo e nazionale: approfondimento sull’autoregolamentazione).


