La ricerca europea punta a trasformare i sistemi agricoli attraverso un maggiore utilizzo di fertilizzanti di origine biologica integrati con soluzioni basate sulla natura.
È quanto emerge da un approfondimento pubblicato su CORDIS, il portale della Commissione europea dedicato ai risultati della ricerca e innovazione.
Sotto la guida di Andrea Knierim, coordinatrice del progetto e ricercatrice presso l’Università di Hohenheim, il progetto trans4num(si apre in una nuova finestra), finanziato dall’UE, ha analizzato una serie di soluzioni promettenti in diverse località in Europa e in Cina.
Gli studi evidenziano come i biofertilizzanti possano contribuire a ridurre la dipendenza da input chimici di sintesi e a migliorare la salute del suolo.
Le soluzioni naturali comprendono il riciclo dei nutrienti da scarti organici e la valorizzazione della biomassa per la produzione di fertilizzanti sostenibili.
L’approccio si inserisce nella strategia europea di economia circolare e nella riduzione dell’impatto ambientale dell’agricoltura.
Secondo i ricercatori, l’integrazione tra fertilizzanti bio-based e pratiche agronomiche rigenerative può aumentare la fertilità dei terreni.
Restano tuttavia sfide legate alla standardizzazione dei prodotti e alla loro efficacia rispetto ai fertilizzanti minerali tradizionali.
La diffusione di queste soluzioni richiede inoltre incentivi e politiche mirate per facilitarne l’adozione nelle aziende agricole.
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l progetto sottolinea il ruolo centrale dell’innovazione nel coniugare produttività agricola e tutela degli ecosistemi.
L’obiettivo finale è rendere l’agricoltura europea più sostenibile, resiliente e rispettosa delle risorse naturali.

