L’obesità che compare durante l’infanzia può non essere una fase passeggera, ma accompagnare una persona anche negli anni successivi. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, circa 7 adolescenti su 10 con obesità rischiano di mantenere la condizione anche in età adulta. Un dato che riporta l’attenzione sulla necessità di intervenire precocemente, quando è ancora possibile modificare abitudini e stili di vita.
L’ISS sottolinea infatti che l’obesità infantile è una condizione cronica associata a un maggiore rischio di sviluppare, nel tempo, malattie come diabete e patologie cardiovascolari.
Per affrontare il problema esistono le “Linee di indirizzo per la prevenzione e il contrasto del sovrappeso e dell’obesità”, approvate nel 2022 dalla Conferenza Stato-Regioni. Il documento propone un percorso integrato tra prevenzione e cura, coinvolgendo famiglie, scuole, servizi sanitari e comunità. Tra le azioni indicate ci sono il sostegno alla genitorialità, l’educazione alimentare, la promozione dell’attività fisica e ambienti scolastici più attenti alla salute.
Inoltre sono state pubblicate le Linea guida nazionale sulla terapia del sovrappeso e dell’obesità resistenti al trattamento comportamentale negli adolescenti tra i 12 e i 18 anni, pubblicata il 17 luglio 2026 nel Sistema Nazionale Linee Guida dell’ISS. L’Associazione Medici Endocrinologi è società capofila del documento, realizzato insieme ad Adi, Amd, Fadoi, Sie, Siedp, Sio e Sisdca, con il coinvolgimento di numerose società scientifiche, associazioni professionali e rappresentanti dei pazienti.
L’obiettivo, dunque, non è soltanto intervenire sul peso, ma prevenire che l’obesità infantile si trasformi in un problema di salute destinato a durare nel tempo.

