L’Istituto Superiore di Sanità ha diffuso il nuovo factsheet OMS-UNICEF 2026 sui disturbi dello spettro feto-alcolico (FASD).
Il documento ribadisce che nessuna quantità di alcol è considerata sicura durante la gravidanza.
L’alcol attraversa la placenta ed espone il feto alle stesse concentrazioni presenti nel sangue materno. L’esposizione prenatale può provocare aborto spontaneo, morte fetale, parto prematuro e basso peso alla nascita. Può inoltre causare danni permanenti allo sviluppo neurologico e comportamentale del bambino.
Il rischio esiste in qualsiasi fase della gravidanza, anche nelle prime settimane quando molte donne non sanno ancora di essere incinte. Secondo OMS e UNICEF, il consumo di alcol in gravidanza è più frequente in contesti segnati da disuguaglianze sociali, stress e violenza di genere. L’ISS sottolinea l’importanza della prevenzione e dell’informazione rivolte alle donne in età fertile. L’obiettivo è ridurre i casi di FASD, una condizione completamente prevenibile evitando il consumo di alcol durante la gravidanza.
“Per quanto riguarda il factsheet, focalizzando l’attenzione sul nostro Paese, è importante segnalare che il dato di prevalenza della FASD a cui si fa riferimento, è della revisione sistematica del 2017 di Popova e collaboratori che per l’Italia incluse uno studio del 2007 condotto in una piccola area rurale della Regione Lazio, quindi privo di rappresentatività nazionale e datato a 20 anni fa. Studi condotti su un campione nazionale di reparti di neonatologia e maternità, analizzando l’etilglucuronide su meconio e capelli, condotti da Pichini e collaboratori del Centro Nazionale Dipendenze e Doping, l’ultimo dei quali nel 2022, mostrano che dal tasso di esposizione fetale all’alcol del 7,9% nel 2011, si è passati nel 2022 allo 0,74%. Questi miglioramenti sono un passo importante che, tuttavia, non deve generare falsa sicurezza, ma spingere gli esperti del settore a investire con più forza sensibilizzando sugli effetti sul feto dell’alcol consumato dalle donne in gravidanza” evidenza l’ISS.
