Ripensare l’acquacoltura per renderla più sostenibile è l’obiettivo del progetto europeo Novafoodies, finanziato dall’Unione europea attraverso il programma Horizon. La ricerca ha sviluppato nuove soluzioni per ridurre l’impatto ambientale della produzione acquatica, valorizzando alghe, sottoprodotti e sistemi di economia circolare.
Tra le innovazioni studiate figurano nuovi ingredienti per alimenti e mangimi, tecnologie per il recupero delle biomasse e sistemi di allevamento integrato in cui diverse specie collaborano per migliorare l’efficienza delle risorse.
Il progetto ha sperimentato anche sistemi di acquacoltura multitrofica in sette diversi contesti europei, dimostrando come il riutilizzo dei nutrienti possa ridurre gli sprechi e favorire produzioni più rispettose dell’ambiente.
Inoltre le alghe svolgono un ruolo fondamentale in questa trasformazione. Ricche di sostanze nutritive e in grado di assorbire l’anidride carbonica, sia le microalghe che le macroalghe costituiscono una base sostenibile per nuovi prodotti alimentari e per i fattori di produzione dell’acquacoltura. Il progetto sottolinea però che le alghe da sole non sono sufficienti. Occorre invece ristrutturare l’intera catena del valore, combinando produzione sostenibile, riciclaggio dei rifiuti e una migliore tracciabilità.
Le soluzioni sviluppate puntano inoltre sulla tracciabilità digitale dei prodotti per aumentare la fiducia dei consumatori e garantire maggiori informazioni su origine, sicurezza e sostenibilità.
L’obiettivo finale è contribuire alla trasformazione del settore ittico europeo, con un modello produttivo capace di conciliare sicurezza alimentare, tutela degli ecosistemi e innovazione tecnologica.
Le soluzioni proposte vanno oltre la produzione alimentare. Il consorzio ha messo a punto dei processi per produrre materiali da imballaggio ecologici a partire dalle macroalghe e per trasformare i detriti spiaggiati in biomassa di valore destinata ai mangimi per l’acquacoltura. Anche le catture accessorie della pesca, spesso scartate, sono state trasformate in prodotti alimentari commerciabili, dimostrando come i flussi di rifiuti possano diventare opportunità economiche.



