Un progetto finanziato dall’Unione europea sta studiando il “vero costo” degli alimenti, considerando non solo il prezzo pagato dai consumatori, ma anche le conseguenze ambientali, climatiche, sociali e sanitarie della produzione.
L’iniziativa FOODCoST utilizza la metodologia della “true cost accounting” per individuare e quantificare quei costi nascosti che spesso non vengono inclusi nel prezzo finale dei prodotti alimentari.
Tra questi rientrano le emissioni di gas serra, il consumo delle risorse naturali, il degrado del suolo, la perdita di biodiversità e altri effetti provocati dalle attività agricole e industriali.
L’obiettivo della ricerca è fornire a governi, imprese e consumatori informazioni più complete, così da comprendere meglio l’impatto delle diverse scelte alimentari.
Il progetto ha inoltre sviluppato strumenti e banche dati destinati a raccogliere informazioni sugli effetti ambientali legati ai diversi sistemi di produzione e consumo.
La ricerca prende in considerazione anche possibili interventi delle istituzioni, tra cui nuove forme di etichettatura e incentivi destinati a ridurre l’impatto ambientale dell’agricoltura. L’idea è quindi quella di superare una visione del prezzo basata esclusivamente sui costi economici diretti, includendo anche le conseguenze che la produzione alimentare genera sull’ambiente e sulla società.
La contabilità dei costi reali potrebbe così diventare uno strumento utile per rendere il sistema alimentare più trasparente e sostenibile, mostrando ai consumatori il valore complessivo delle loro scelte.


