La risalita dell’acqua salata è una minaccia crescente per l’agricoltura delle aree costiere, compreso il Delta del Po.
Uno studio coordinato dall’Università di Padova, pubblicato su Environmental Research Letters, ha analizzato il fenomeno su scala globale.
I ricercatori hanno incrociato dati scientifici, territoriali e immagini satellitari, realizzando una mappa delle aree agricole più vulnerabili.
Lo studio evidenzia come siccità, innalzamento del livello del mare e prelievi eccessivi dalle falde aumentino il rischio di salinizzazione.
Il sale riduce la capacità delle piante di assorbire acqua e nutrienti, con effetti sulla fertilità del suolo, sulle rese e sulla qualità dei raccolti.
Per il Delta del Po, dove il problema interessa direttamente la disponibilità di acqua per l’agricoltura, la ricerca suggerisce di rafforzare il monitoraggio e la gestione della risorsa idrica.
Tra le strategie di adattamento vengono indicate colture più tolleranti alla salinità e tecniche per utilizzare e gestire meglio le acque disponibili. La ricerca sul territorio del Delta mostra inoltre il potenziale di dati ambientali, strumenti digitali e sistemi di supporto alle decisioni per aiutare gli agricoltori ad adattarsi.
Per l’Emilia-Romagna, la sfida è quindi anticipare gli effetti della crisi climatica proteggendo insieme acqua, suolo, produzioni agricole e sicurezza alimentare.



