Sul portale dell’Istituto Superiore di Sanità è disponibile un approfondimento sul convegno “Three Horizons for Health – Building sustainable, resilient and carbon-neutral health systems”, dedicato alla transizione ecologica dei sistemi sanitari. L’incontro si è svolto il 5 marzo 2026 a Roma, con l’obiettivo di discutere strategie e azioni per rendere l’assistenza sanitaria più sostenibile e resiliente rispetto alle sfide climatiche. Secondo il report Lancet Countdown 2024, i sistemi sanitari sono responsabili di circa il 5% delle emissioni globali di gas serra, contribuendo così indirettamente ai cambiamenti climatici che influenzano la salute delle popolazioni.
Il convegno, organizzato dal Dipartimento Ambiente e Salute dell’ISS insieme all’Ausl della Romagna e con il supporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha riunito professionisti sanitari, decisori politici e stakeholder. Il confronto si è basato sul modello dei “tre orizzonti”, un approccio strategico che descrive il passaggio dal sistema sanitario attuale a uno futuro più sostenibile e a basse emissioni di carbonio.
Nella prima parte della mattinata sono intervenuti diversi relatori che hanno illustrato prospettive riconducibili ai tre orizzonti del modello. Nell’ambito del primo orizzonte è intervenuto Andreas Ekvall, Senior Climate Manager dell’organizzazione Health Care Without Harm, che ha illustrato le azioni principali da intraprendere per affrontare la sfida alla transizione, tra cui la necessità di fornire supporto (pratico, formativo ed economico), di integrare le tematiche di clima e salute in ogni azione politica, di incentivare la formazione di reti di professionisti per tradurre la teoria in pratica e di favorire un approccio che coniughi la salute con il tema dell’equità.
Il terzo orizzonte è stato invece rappresentato dall’intervento di Matteo Paganini, specialista in medicina d’urgenza, che ha evidenziato come il futuro a cui ambire dovrà tenere conto di un ripensamento della filiera e del rinnovamento di un sistema che valorizzi la comunità e l’equità. Infine, a illustrare le dinamiche del secondo orizzonte sono stati Robin Simpson, responsabile dell’analisi dei dati per il programma Greener NHS, iniziativa del sistema sanitario inglese che punta a rendere il sistema sanitario britannico il primo a zero emissioni nette e Chiara Reno, dirigente medico, UO Ricerca Valutativa e Policy dei Servizi Sanitari, AUSL della Romagna. Il primo ha mostrato le finalità dei Piani verdi locali di cui le organizzazioni del sistema sanitario inglese devono dotarsi a partire dal 2021. In questo contesto, Robin Simpson ha evidenziato la necessità di avere a disposizione dati più granulari e specifici dal sistema sanitario e di migliorare la capacità di monitoraggio dell’impronta di carbonio. Chiara Reno, invece, ha condiviso alcune azioni concrete intraprese dalla AUSL della Romagna, in particolare nell’ambito di una più efficiente gestione dell’energia che faccia ricorso soprattutto a fonti rinnovabili.
Nel dibattito sono stati presentati esempi di pratiche emergenti, come i piani di decarbonizzazione dei sistemi sanitari e l’uso di dati per monitorare l’impronta climatica del settore. Tra le priorità emerse: rafforzare la governance, investire in innovazione tecnologica, migliorare il monitoraggio delle emissioni e promuovere la formazione degli operatori sanitari. L’obiettivo è costruire un sistema sanitario capace di tutelare la salute della popolazione riducendo al contempo il proprio impatto ambientale.


