In occasione dell’Obesity Day promosso dall’ADI per il 10 ottobre, il cui slogan 2026 è “La salute parla tutte le lingue”, proponiamo l’intervista a Roberta Carli, specialista in Scienza dell’Alimentazione della Regione Emilia-Romagna.
L’obesità non dipende soltanto dalle scelte individuali, ma è una malattia complessa influenzata anche dal contesto sociale e ambientale.
Le condizioni dei luoghi in cui si nasce, si cresce, si lavora e si vive possono infatti incidere sul rischio di sviluppare un eccesso di peso.
La disponibilità e l’accessibilità di alimenti sani rappresentano alcuni dei fattori che condizionano le abitudini alimentari della popolazione, anche la possibilità di praticare attività fisica è legata alle caratteristiche dell’ambiente urbano e dei quartieri.
La presenza di aree verdi, percorsi pedonali, piste ciclabili e servizi facilmente raggiungibili può favorire uno stile di vita più attivo.
Al contrario, ambienti poco favorevoli al movimento e un’offerta diffusa di alimenti poco salutari possono aumentare il rischio di obesità.
Un ruolo importante è svolto inoltre dalle condizioni economiche, sociali e culturali delle persone e delle comunità, per questo la prevenzione non può essere affidata esclusivamente alla responsabilità del singolo individuo.
Sono necessarie politiche pubbliche capaci di creare ambienti che rendano più semplici e accessibili le scelte salutari.


