Tra novembre 2025 e febbraio 2026 in 32 paesi europei sono stati registrati 2514 casi di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) A(H5), soprattutto tra uccelli selvatici. Il pollame domestico ha rappresentato circa il 16% dei casi, con oltre il 90% dei focolai collegati a introduzioni dagli uccelli selvatici.
Il virus ha colpito anche allevamenti familiari e zoo e per la prima volta è stato ipotizzato uno spillover verso bovini da latte nei Paesi Bassi.
A livello umano, tra novembre 2025 e febbraio 2026 sono stati confermati 10 casi di infezione, nessuno grave: un caso in Cambogia (A(H5N1)) e nove in Cina (A(H9N2) e A(H10N3)), tutti legati a contatti con pollame o ambienti avicoli. Non si sono registrate trasmissioni da persona a persona.
Secondo l’EFSA, il rischio per la popolazione generale europea resta basso, mentre chi lavora a contatto con animali infetti o ambienti contaminati corre un rischio da basso a moderato.



