La Germania ci si preoccupa per un altro virus potenzialmente pericoloso: quello dell’influenza aviaria, scoperto in un’oca selvatica e nel pollame da cortile. L’istituto federale per la valutazione del rischio, il BfR, ha voluto rassicurare i cittadini. Per quello che si sa è assai improbabile che il ceppo influenzale possa essere trasmesso all’uomo attraverso la
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Aviaria: individuate le zone ad alto rischio di introduzione e diffusione del virus in Italia
29 Novembre 2019
Individuate le zone ad alto rischio di introduzione e diffusione, nelle quali applicare misure di riduzione del rischio, di sensibilizzazione e di biosicurezza. Documenti: Decisione di esecuzione (UE) n. 2018/1136 Accordo Stato Regioni del 25 luglio 2019 Nota_DGSAF ai servizi veterinari (fonte AnmviOggi) Allegato 2 – zone ad alto rischio (fonte AnmviOggi)
L’Italia è stata fortemente coinvolta dall’ondata epidemica di influenza aviaria del 2016-2017 con 2,7 milioni di volatili interessati in 83 focolai di infezione, concentrati nelle regioni a più alta densità di popolazione avicola, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Rispetto al resto d’Europa, la situazione italiana ha presentato una caratteristica singolare. Infatti la dinamica di diffusione del virus
