Aumenta l’attenzione in Europa per la febbre emorragica di Crimea-Congo (CCHF), una malattia rara ma potenzialmente mortale trasmessa dalle zecche. Il virus può provocare febbre alta e gravi emorragie, con tassi di mortalità che in alcuni casi arrivano fino al 40%. Negli ultimi anni la presenza delle zecche vettori si è estesa anche ad alcune aree europee, complice il cambiamento climatico.
Per rispondere a questa minaccia, un progetto finanziato dall’Unione europea sta lavorando a nuove strategie di prevenzione e a possibili soluzioni innovative. I ricercatori hanno sviluppato modelli di studio e rafforzato le reti di collaborazione nei Paesi più colpiti. L’obiettivo è arrivare nei prossimi anni a strumenti efficaci per proteggere le persone più esposte al rischio. La prevenzione, insieme al monitoraggio e all’informazione sanitaria, resta oggi l’arma più importante contro le malattie trasmesse da zecche.

