Interessante articolo scientifico dal titolo “Obesity and climate change: co-crises with common solutions” recentemente pubblicato su Frontiers in Science sostiene che l’obesità globale e il cambiamento climatico sono due crisi interconnesse che condividono cause profonde nei sistemi alimentari moderni.
Secondo gli autori, l’aumento del consumo di alimenti ultra-processati ad alta densità energetica non solo aumenta i casi di obesità ma contribuisce anche in modo significativo alle emissioni di gas serra. Anche la produzione intensiva di carne, in particolare di ruminanti, è un driver comune di insostenibilità ambientale e salute pubblica. Il documento critica l’approccio attuale che si concentra solo su terapie individuali, come farmaci anti-obesità o chirurgia, ritenendolo insufficiente e insostenibile.
Gli autori sottolineano l’urgenza di riformare i sistemi alimentari per promuovere diete più sane e meno impattanti sull’ambiente. Tra le proposte ci sono tassazioni mirate, etichettatura chiara, promozione di cibi non processati e politiche che favoriscano scelte salutari. Un cambio di paradigma delle politiche pubbliche alimentari potrebbe ridurre al contempo obesità e emissioni. Gli autori invocano un’azione politica e sociale concertata simile a quella adottata nella pandemia da COVID-19. Riformare i modelli di produzione e consumo alimentare è visto come vantaggioso sia per la salute umana sia per il pianeta.


