L’Autorità Europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato un nuovo rapporto scientifico che analizza come gli europei percepiscono i rischi alimentari e si comportano sui social media.
Lo studio fornisce una metodologia originale e riproducibile per mappare opinioni, paure e reazioni degli utenti sulle piattaforme digitali in tema di sicurezza alimentare. L’obiettivo è aiutare le istituzioni e gli esperti a interpretare le conversazioni online su rischi come contaminanti, additivi e allarmi sanitari.
Secondo gli autori, comprendere come si formano le percezioni sui social è cruciale per comunicare meglio i rischi reali e contrastare disinformazione. La metodologia proposta combina tecniche di analisi dei dati digitali con approcci di valutazione del rischio; il rapporto evidenzia che le reazioni online non sempre riflettono il livello scientifico del pericolo reale.
Sul sito EFSA si legge: “Questo rapporto indaga la percezione del rischio e il comportamento sulle piattaforme dei social media, sviluppando una metodologia originale e replicabile che integra l’elaborazione del linguaggio naturale (NLP), l’analisi di reti complesse, l’analisi delle emozioni e del sentiment e l’analisi dei cluster. La metodologia è applicata a due casi di studio incentrati sulle discussioni sui social media su “influenza aviaria” e “PFAS“, analizzando rispettivamente oltre 41.000 e 24.000 post provenienti dall’UE27 e dalla Gran Bretagna tra il 2023 e il 2025. Diverse analisi consentono una comprensione completa delle complesse dinamiche osservate sui social media. Sono stati identificati sottoargomenti distinti, che forniscono spunti di riflessione sul dibattito pubblico. Per l’influenza aviaria, le discussioni si sono concentrate su temi quali “Trasmissione interspecie in agricoltura” e “Notizie sui media, narrazioni contrastanti e reazioni emotive”. Per i PFAS, i temi includevano “Rischi per la salute e studi scientifici sulla tossicità dei PFAS” e “Contaminazione locale e impatto sulla comunità”. La paura è emersa come emozione predominante in entrambi gli argomenti, indicando elevati livelli di rischio percepito tra gli utenti, in particolare per quanto riguarda la trasmissione interspecie e le epidemie remote di influenza aviaria, nonché i rischi per la salute associati ai PFAS. La maggior parte degli utenti è stata classificata come “utenti normali”, caratterizzata da un numero moderato di amici e follower. Altri gruppi rilevanti includevano le “Reti di informazione e principali notizie” e le “Reti di interesse pubblico”. L’analisi di rete ha rivelato che gli utenti tendono a interagire prevalentemente con altri all’interno del proprio Paese (assortatività), mentre gli utenti di tipologie specifiche tendono a interagire con persone di tipologie diverse (disassortatività). Sono stati calcolati indicatori di rete per valutare l’influenza degli utenti nella diffusione delle informazioni e sono state identificate delle community per evidenziare i gruppi con scambi interni più forti rispetto al resto della piattaforma. Nonostante gli elevati livelli di preoccupazione espressa, nei post degli utenti sono state rilevate solo limitate dichiarazioni comportamentali esplicite, il che potrebbe suggerire che gli utenti non siano sicuri di come reagire a situazioni di preoccupazione a causa della risposta di blocco o che non rivelino il loro comportamento offline su una piattaforma di social media”.

