Secondo l’ultimo rapporto trimestrale di monitoraggio pubblicato da European Food Safety Authority (EFSA), insieme a European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) e al Laboratorio di riferimento dell’UE, le rilevazioni di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) negli uccelli in Europa stanno iniziando a diminuire. Il calo segue un periodo autunnale e invernale in cui la circolazione del virus tra gli uccelli acquatici ha raggiunto il livello più alto degli ultimi cinque anni. Nonostante questa recente diminuzione, il numero complessivo di focolai registrati resta più elevato rispetto agli anni precedenti nello stesso periodo.
Tra la fine di novembre 2025 e febbraio 2026 sono stati segnalati centinaia di focolai negli allevamenti e oltre duemila casi negli uccelli selvatici in diversi Paesi europei. Il virus più frequentemente identificato è il sottotipo H5N1, che continua a circolare soprattutto tra gli uccelli acquatici selvatici. Le infezioni negli allevamenti sono spesso legate al contatto indiretto con fauna selvatica infetta. Per questo gli esperti sottolineano l’importanza di rafforzare le misure di biosicurezza negli allevamenti avicoli e la sorveglianza sanitaria. Secondo il rapporto, il rischio per la popolazione generale rimane comunque basso.



