Un nuovo sondaggio dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) rivela che il 60 % dei cittadini nei 27 Stati membri, più Islanda e Norvegia, consuma regolarmente pesce e frutti di mare, ma molti non conoscono le raccomandazioni nazionali sui rischi legati al mercurio, contaminante presente soprattutto nei grandi predatori come tonno, pesce spada e squalo.
Circa un terzo degli intervistati, inclusi adolescenti e donne in gravidanza, dichiara di mangiare spesso specie ad alto contenuto di mercurio, superando le porzioni settimanali raccomandate da numerose autorità sanitarie.
La maggior parte delle autorità nazionali dell’UE raccomanda di consumare non oltre 1-2 porzioni a settimana dei pesci e frutti di mare contenenti i limiti di mercurio più elevati (1,0 mg/kg di peso umido del pesce) oppure 3-4 porzioni di specie con limiti di mercurio inferiori (0,5 mg/kg o 0,3 mg/kg di pesce). Alle donne in gravidanza viene spesso raccomandato di sostituire l’assunzione di pesci di grossa taglia con pesci più piccoli che contengono meno mercurio.
Nonostante i benefici salutari del consumo di pesce – dall’aiuto allo sviluppo neurologico nei bambini alla protezione cardiovascolare negli adulti – la conoscenza dei rischi è risultata modesta: solo circa 1 consumatore su 10 riconosce i potenziali pericoli legati al mercurio.
Secondo gli esperti EFSA, fattori come gusto, costo e percezione di una dieta sana influenzano le scelte alimentari più delle raccomandazioni ufficiali.

