Negli ultimi mesi del 2025, l’Europa ha registrato un marcato aumento dei casi di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) negli uccelli selvatici, che ha portato a focolai diffusi negli allevamenti di pollame e a un aumento dei casi rilevati nei mammiferi carnivori. Nonostante la continua diffusione tra le popolazioni animali, il rischio per la popolazione generale rimane basso.
Come già segnalato dall’EFSA, il numero di uccelli selvatici colpiti dall’IAHP ha raggiunto il livello più alto per questo periodo dal 2016. Gli uccelli acquatici – in particolare anatre, oche e cigni – sono stati particolarmente colpiti, parallelamente a casi di mortalità massiccia tra le gru cenerine. Quasi tutti i casi rilevati in Europa sono collegati a una nuova variante di un determinato genotipo A(H5N1) dell’IAHP che ha già circolato nella regione.
Il forte aumento del numero di casi potrebbe essere spiegato dall’assenza di immunità preesistente nelle popolazioni di uccelli selvatici o da una maggiore trasmissibilità della variante in circolazione. Gli scienziati prevedono che la circolazione del virus tra gli uccelli selvatici rimarrà elevata nelle prossime settimane, per poi diminuire probabilmente verso la fine dell’inverno.
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mentre per monitorare la Situazione epidemiologica in Italia e in Europa HPAI/LPAI è possibile consultare i seguenti link:
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Consulta le pagine dedicate su: IZS delle Venezie – Bollettino Epidemiologico Nazionale Veterinario
Per ulteriori informazioni IZS delle Venezie – Centro di referenza nazionale per l’influenza aviaria e la malattia di Newcastle



