Benessere in allevamento: specie suina

Piano Code Suini

Premessa

La normativa Europea (Direttiva 2008/120/CE che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini e recepita a livello nazionale con il Decreto legislativo 122/2011), ha stabilito  che le code dei suini non vengano tagliate come operazione di routine; a implementazione di tale normativa, recentemente è stato intrapreso a livello Europeo un percorso graduale di adeguamento da parte dei paesi membri.

Nell’allevamento intensivo di suini si pratica il taglio della coda per evitare la comparsa di gravi ed estesi fenomeni di morsicature tra gli animali, che possono compromettere le condizioni generali di benessere, anche in maniera grave, causando inoltre ingenti perdite economiche per gli allevatori (carcasse o parte di esse scartate al macello).

Le morsicature sono l’espressione di uno stato di disagio tra gli animali causato da molteplici fattori, di tipo strutturale o manageriale; è esplicativa l’immagine del secchio riempito fino al livello soglia con diversi fattori predisponenti (noia, razza, sesso, densità animale, condizioni ambientali, sistema di alimentazione, presenza, disponibilità e tipologia del materiale manipolabile), il cui liquido trabocca in seguito alla sovrapposizione di un fattore scatenante. Tuttavia la morsicatura delle code avviene anche tra suini a coda tagliata.


Da: Sara Barbieri, corso ricaduta BTSF, 2019

Per chiarire questi concetti, la Raccomandazione (UE) 2016/336 della Commissione ha stabilito che gli allevatori devono effettuare una valutazione del rischio dell’incidenza della morsicatura, individuando indicatori basati sull’osservazione degli animali, per tenere sotto controllo sei gruppi di parametri:

  1. Materiali di arricchimento
  2. Pulizia degli animali
  3. Comfort termico e qualità dell’aria
  4. Stato di salute
  5. Competizione per l’alimento e per lo spazio
  6. Alimentazione

La Raccomandazione individua nella errata gestione dei citati parametri l’origine degli episodi di morsicatura negli allevamenti intensivi e stabilisce la necessità di modificare le condizioni ambientali o la gestione dell’allevamento, in base ai risultati della valutazione del rischio.

Associato alla Raccomandazione e per una sua migliore comprensione, la Commissione ha diffuso un documento di lavoro denominato “Commission Staff Working Document”, sulle migliori pratiche da mettere in atto per prevenire il taglio della coda di routine e per fornire agli animali un materiale di arricchimento adeguato.


Il piano ministeriale

A partire dai primi mesi del 2018 il Ministero della Salute, in collaborazione con il Centro di Referenza Nazionale sul Benessere Animale, con le regioni, con centri di ricerca e istituti scientifici e universitari e con alcune associazioni di allevatori e di protezione degli animali, ha messo a punto, in risposta alle richieste della Commissione Europea, un Piano di Azione Nazionale per la prevenzione del taglio della coda negli allevamenti suini come operazione di routine e per il miglioramento dell'applicazione del Dlgs 122/2011, che è stato aggiornato per il triennio 2021-2023. Il punto di partenza è stato individuato nella creazione, nell’ambito del sistema informativo ClassyFarm, di una check list di autovalutazione, comprensiva di tutti i criteri individuati dalla Raccomandazione 336/2016, da compilare in allevamento da parte di un veterinario incaricato, in collaborazione con l’allevatore, per individuare il livello di rischio di morsicatura e mettere in atto i successivi interventi di miglioramento in allevamento.

La grande innovazione introdotta dal piano è quella di indicare come punto di partenza, per l’adeguamento graduale, i settori di svezzamento e ingrasso, estendendo successivamente l’obbligo di adeguamento anche alle riproduzioni, che forniscono animali a coda integra agli allevamenti che li richiedono.

Il secondo importante passaggio è quello relativo alla gradualità del cambiamento, al fine di evitare di creare gravi problematiche di benessere animale in allevamenti non ancora preparati ad allevare suinetti a coda integra.

La finalità del piano è quella di ottenere un miglioramento generale delle condizioni di benessere degli animali allevati seguendo il principio in base al quale un animale che si adatta all’ambiente in cui vive non dovrebbe manifestare atteggiamenti di comportamento anomalo nei confronti dei suoi simili.

Presso ogni allevamento da svezzamento/ingrasso un veterinario appositamente incaricato dall’allevatore deve effettuare una valutazione del rischio di morsicatura della coda dei suini in autocontrollo, utilizzando la check list per la valutazione del rischio taglio coda messa a disposizione dal Ministero della Salute sul sistema ClassyFarm e deve individuare, per ogni requisito, tre livelli di rischio:

  • Insufficiente
  • Migliorabile
  • Ottimale

Il livello insufficiente corrisponde ad un rischio elevato in termini di mancato benessere animale, con la necessità di intervenire con adeguamenti gestionali o ambientali, il livello migliorabile corrisponde ad un rischio medio, mentre il livello ottimale corrisponde ad un rischio minimo.

La prima fase del piano è, quindi, costituita dalla necessità di raggiungere per tutti gli allevamenti almeno il livello minimo “migliorabile” per tutti i requisiti. Gli allevamenti con requisiti insufficienti devono esplicitare nel sistema gli adeguamenti da mettere in atto, descrivere un cronoprogramma (cosa fare e quando) e raggiungere il livello minimo.

Per quanto riguarda il materiale di arricchimento, il Ministero ha concesso, nelle prime fasi di applicazione del piano, di poter utilizzare anche un'associazione non pienamente conforme a quanto richiesto dalla Raccomandazione 336/2016: il tronchetto di legno sospeso a catena associato alla catena di plastica o metallo. Questi due materiali, anche se associati, non permettono ai suini di esplicare tutte le attività garantite da un materiale di arricchimento adeguato, che deve essere commestibile, manipolabile, esplorabile e masticabile; è quindi richiesto di sostituire tronchetto di legno e catena con materiale realmente adeguato, immediatamente, al primo caso di comparsa di morsicatura tra gli animali.

Una volta raggiunto il livello minimo per tutti i requisiti (materiali di arricchimento, pulizia degli animali, comfort termico e qualità dell’aria, stato di salute, competizione per l’alimento e per lo spazio e alimentazione) è necessario procedere con l’introduzione di piccoli gruppi di suinetti a coda integra, popolando uno o più box o ricoveri aventi caratteristiche standard rispetto a quelle complessive dell’allevamento.

Fondamentale, al fine della corretta esecuzione del piano, è avere preventivamente assicurato una adeguata formazione del personale, in merito al precoce riconoscimento degli animali morsicatori e al loro isolamento e avere predisposto spazi adeguati (presenza in allevamento di locali di isolamento e infermerie) per il contenimento degli animali morsicatori e oggetto di morsicatura.

È assolutamente controindicato iniziare l’introduzione dei gruppi in caso di livello insufficiente per alcuni requisiti.


Gestione del flusso ed eventuali deroghe

L’introduzione dei gruppi deve quindi continuare in maniera lenta ma progressiva (pochi box per volta, in continuo aumento da un ciclo all’altro) per verificare se, nelle condizioni minime di rispetto del benessere animale, è possibile allevare animali a coda integra.

Alla prima comparsa di episodi di morsicatura delle code o delle orecchie è necessario interrompere l’introduzione dei gruppi e intervenire sui requisiti per migliorare le condizioni generali dell’allevamento modificando il materiale manipolabile, l’alimentazione (tipo di razione o accesso agli alimenti), la disponibilità dell’acqua di abbeverata, le condizioni microclimatiche o la densità degli animali.

Per effettuare queste modifiche è possibile richiedere una deroga temporanea, che deve essere accompagnata da una certificazione compilata dal veterinario incaricato e dall’ultima autovalutazione effettuata; deve essere specificato quali sono i miglioramenti che si intende mettere in atto ed entro quale data e deve essere validata dal servizio veterinario competente.

Completati gli interventi di miglioramento (ad esempio modificato il materiale manipolabile utilizzato in allevamento), è necessario riprendere l’introduzione dei gruppi di animali a coda integra in maniera graduale, per verificare se le mutate condizioni gestionali o ambientali dell’allevamento permettano di allevare a coda integra i suini senza che si verifichino episodi di morsicature.

A causa di eventi indipendenti dalla volontà dell’allevatore (ad esempio situazione sanitaria, mutate condizioni ambientali, variabili genetiche degli animali, fattori alimentari, ecc.) è possibile che l’equilibrio si possa rompere e sia necessario riprendere il percorso di miglioramento. Se continuano a verificarsi in allevamento episodi di morsicature è necessario completare il percorso fino al raggiungimento del livello ottimale per tutti i requisiti. Qualora la situazione non si risolva, è possibile richiedere una deroga a lungo termine, seguendo le stesse modalità specificate in precedenza che dovranno essere validate dai veterinari delle Aziende Usl, che interverranno con apposito sopralluogo in allevamento.

Per quanto riguarda il requisito “densità animale”, per poter usufruire della deroga a lungo termine sarà necessario fornire agli animali, nei settori in cui si verificano le morsicature, degli spazi aggiuntivi almeno pari a quelli riportati nelle Linee Guida per la prevenzione del taglio della coda nell’allevamento suino dallo svezzamento all’ingrasso come densità ottimale in caso di problema reiterato.

Categoria di
peso (Kg)
Densità ottimale in caso di
problema reiterato (m2)
0-10 ≥ 0,22
10-20 ≥ 0,36
20-30 ≥ 0,47
30-50 ≥ 0,66
50-85 ≥ 0,94
85-110 ≥ 1,12
> 110 ≥ 1,47

Le principali problematiche rilevabili nel corso dell’attuazione del piano sono quelle relative alla difficoltà di reperire sul mercato il numero giusto di animali a coda integra per popolare gradualmente i box dell’allevamento e la necessità di garantire un equilibrio costante tra l’aumento graduale dei gruppi e la disponibilità di ricoveri di isolamento e/o infermerie.


Controlli veterinari e considerazioni

I servizi veterinari pubblici controllano il rispetto delle indicazioni del piano, in collaborazione con allevatori e veterinari aziendali e incaricati, nell’ambito dei sopralluoghi annuali previsti dal piano nazionale benessere, o per validare le richieste di deroga a lungo termine. In caso di mancato rispetto delle indicazioni del piano di miglioramento sono previste prescrizioni con richiesta di adeguamento e, in caso di mancata ottemperanza, sanzioni.

Nell’ambito di questo percorso migliorativo sarà possibile individuare i punti deboli, prevalentemente di tipo strutturale dei nostri allevamenti, oltre ai quali non è attualmente possibile spingersi e che si auspica potranno essere risolti utilizzando le risorse previste dalla nuova PAC o altre oggetto di specifica individuazione.

A percorso completato, forse in alcuni casi si metterà in evidenza l’impossibilità di allevare suini senza praticare il taglio della coda, ma per poter giungere a questa conclusione sarà indispensabile avere preventivamente conseguito i miglioramenti richiesti e l’effettiva conclusione di questo percorso sarà essenziale per poter dimostrare il dovuto e indispensabile rispetto della normativa dell’Unione Europea sul benessere negli allevamenti suini.


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